Stai pensando di scalare il Kilimangiaro?

Probabilmente hai deciso di tentare la scalata e hai iniziato a cercare informazioni online. Ci sono moltissime informazioni su internet e non sempre sono affidabili. Come sai, ho avuto la fortuna di fare la salita al Kilimangiaro e ho deciso di creare questo sito per aiutarti a chiarire i tuoi dubbi, raccogliendo tutte le informazioni di cui hai bisogno prima di organizzare il viaggio.

Questa guida per la scalata del Kilimangiaro è la più completa che troverai, con i consigli miei e di altri scalatori che participano al gruppo Facebook “Voglio scalare il Kilimangiaro”. Se hai domande non esitare a lasciare un commento, la risposta potrà essere utile anche ad altri viaggiatori.

Ultimo update: novembre 2022

Raggiungere la vetta del Kilimangiaro vuol dire arrivare ai 5895 metri di altitudine di Uhuru Peak. Anche se non si tratta di una salita tecnica, arrivare in cima non è certo una passeggiata. Con la giusta preparazione atletica e con le risposte ai tuoi dubbi potrai raggiungere la cima più alta dell’Africa.

Sei pronto a scalare il Kilimangiaro? Ecco tutto quello che devi sapere!

Ho già aiutato molti lettori a organizzare il loro viaggio della vita fino in cima al Kilimangiaro. Clicca qui per vedere tutte le opzioni per scalare il Kilimangiaro!

Come scalare il Kilimangiaro?

È fattibilissimo scalare il Kilimangiaro, basta essere abbastanza in forma fisicamente e con una buona forza di volontà.

Infatti non servono abilità particolari perché non si tratta di una scalata tecnica.

Quanto tempo ci vuole?

Organizzare la scalata del Kilimangiaro è un po’ più complicato di pianificare un weekend fuori porta. E non sarà semplice farlo se hai solo una settimana disponibile, anche se è tecnicamente possibile. Ti sconsiglio però di scegliere un itinerario troppo corto per raggiungere Uhuru Peak.

Il primo motivo è che raggiungere la vetta è un viaggio favoloso, di quelle cose che si fanno solo una volta nella vita. Quindi goditelo!

Il secondo è la necessità di acclimatarsi.

La scalata del Kilimangiaro dura tra i cinque e i nove giorni. Ma allora perché dovresti scegliere di farlo in nove giorni quando puoi metterci la metà del tempo?

La risposta è, appunto, l’acclimatazione. Se sceglierai di scalare il Kilimangiaro in nove giorni avrai più chance di raggiungere la vetta. Se sceglierai la Marangu route per fare la scalata in cinque giorni, a metà strada avrai forti attacchi di nausea, con il rischio di non riuscire a continuare e dover tornare indietro. Se vuoi acclimatarti al meglio ed evitare il mal di montagna, dovresti scegliere una via più lunga.

Quando vedi che puoi fare lo stesso itinerario in sei giorni o in sette, non farti attrarre dal prezzo più basso del viaggio più corto. Non esitare a scegliere quella più lunga, eviterai di trovarti a stare male e vomitare, con il rischio di non raggiungere la vetta, un vero peccato.

Per questo la via che normalmente consiglio a tutti è la Lemosho route, con un buon profilo di acclimatazione e paesaggi spettacolari.

Dove si trova il Kilimangiaro?

Il Kilimangiaro si trova nel nord della Tanzania, non lontano dal confine con il Kenya.

Quanto è alto il Kilimangiaro?

Il Kilimangiaro è alto 5895 metri.

Ma attenzione, nella storia ci sono state misurazioni differenti. Infatti l’ultima misurazione fatto con il GPS nel 2008 ha stabilito un’altezza di 5892 metri sul livello del mare. Ma sapevi che il Kilimangiaro è stato nel “club dei 6000” per un po’? Hans Meyer, esploratore tedesco e primo europeo a raggiungere la vetta al suo terzo tentativo nel 1889, misurò la montagna in 6045 metri. Le autorità tedesche, a quei tempi potenza coloniale che controllava la Tanzania, corressero la misurazione e per molto tempo l’altezza ufficiale venne stabilita in 5892 metri. Il che significa che già alla fine del XIX secolo le misurazioni erano molto precise, quasi quanto quelle attuali conn il GPS. L’attuale misurazione ufficiale venne stabilita nel 1951 da cartografi britannici.

Il Kilimangiaro è la montagna più alta d’Africa. Per questo è una delle seven summits, le montagne più alte di ciascun continente.

Qual è il periodo migliore?

Una delle ragioni che spingono molti avventurieri a scalare il monte Kilimangiaro è che si può salire in vetta tutto l’anno.

Ovviamente ci sono periodi di alta e bassa stagione. Ci sono due periodi che normalmente vengono scelti dai turisti. Tra gennaio e marzo c’è più possibilità di trovare neve in cima. Da giugno a ottobre le temperature sono più alte, la neve è molto più scarsa e c’è molta più gente, a causa delle vacanze estive per i turisti europei e nordamericani.

Se non puoi partire in nessuno dei periodi che ti ho appena proposto, potresti decidere di scalare il Kilimangiaro in bassa stagione. I mesi più piovosi sono marzo, aprile e novembre. In questo periodo le parti più basse dei pendii sono spesso fangosi e farai più fatica. Inoltre il rischio di una settimana di trekking e campeggio sotto la pioggia e con basse temperature potrebbe trasformare la tua avventura in un incubo.

Se decidi di tentare la scalata del Kilimangiaro in bassa stagione, ti consiglio di prendere in considerare la Rongai route. È la meno tecnica e sviluppandosi sul versante nord-orientale del vulcano riceve meno piogge.

Guida: qual è il periodo migliore per scalare il Kilimangiaro?

Vuoi più informazioni? Entra nel gruppo Facebook “Voglio scalare il Kilimangiaro”!

Quanto costa?

Le spedizioni, in ogni parte del mondo, non sono mai economiche. Nonostante questo, il Kilimangiaro è una delle seven summit più economiche da raggiungere. Per farti un esempio, scalare l’Everest costa 20 volte tanto e anche di più. Non è un caso che molti turisti innamorati dell’avventura decidano di arrivare in Tanzania e affrontare il Kilimangiaro per provare l’ebrezza dell’avventura e dell’esplorazione, un sentimento che spesso si fa fatica a trovare nelle mete turistiche più quotate.

Ci sono alcune cose da tenere in considerazione quando pianifichi la tua avventura.

Innanzitutto per raggiungere il Kilimangiaro devi volare fino al Kilimanjaro International Airport, Arusha o Nairobi. A seconda del periodo e dell’itinerario i voli cambiano di prezzo. Direi di mettere in conto una spesa minima tra i 700€ e i 1000€.

La spedizione va da un minimo di 1400$ degli itinerari più corti e con meno comfort, fino ai 4000$ dei tour migliori. Incluso nel prezzo ci sono l’uso di tende, materassini e sacchi a pelo di qualità, il salario di guide e facchini, i pasti, l’ingresso al parco e tutto ciò di cui avrai bisogno durante la salita. Un tour tra i 2000$ e i 2500$ ti darà il giusto mix tra itinerario lungo e comfort.

Infine, dovrai anche considerare l’alloggio a Moshi prima e dopo la scalata. Ho scritto un articolo di approfondimento con una lista più dettagliata dei costi inclusi nel prezzo del trekking sul Kilimangiaro.

Per vedere i tour consigliati da EasyKili, vai alla pagina dei tour.

La cerimonia della mancia

La tipping ceremony è un rituale per tutti alla fine della spedizione. È normale dare una mancia a guide, cuoco e facchini e tutto lo staff organizzerà una piccola cerimonia durante la tua ultima sera. Una cifra adeguata è tra i 200$ e i 300$, ma puoi dare di più se ti sei trovato particolarmente bene. Questa cifra non farà raddoppiare il tuo budget, però è bene tenerne conto.

Per l’intero viaggio metterei in conto almeno tra i 3500$ e i 5000$, tutto incluso. Tra questi, ricordati di portare dei dollari in contanti.

Quanto è difficile scalare il Kilimangiaro?

Un dislivello di quasi 4000 metri fino a raggiungere quasi 6000 metri di altitudine non è certo una passeggiata. Nonostante questo, la scalata del Kilimangiaro non è molto tecnica e con i giusti accorgimenti puoi farla diventare una spedizione piacevole e impegnativa il giusto.

Quando dico che non è tecnica, intendo che non ci sono da fare arrampicate sulle rocce o sul ghiaccio.

Il primo accorgimento da tenere in considerazione è di non sottovalutare l’acclimatazione. Le vie più lunghe hanno una percentuale di successo più alta proprio perché più difficilmente starai male: il mal di montagna è molto forte e può costringerti a tornare indietro.

È anche importante che il tuo abbigliamento ed equipaggiamento sia di prim’ordine. Il caldo, il freddo e la pioggia possono renderti la vita impossibile se non sei attrezzato nella maniera corretta, indebolendoti e mettendo a rischio il successo della tua spedizione.

Infine, un minimo di allenamento non fa mai male.

Ricorda che il più giovane ad aver mai scalato il Kilimangiaro aveva solo sei anni! Quindi tutti o quasi possono farcela. Se sei anziano, viaggi con bambini molto piccoli, sei molto sovrappeso o con forti disabilità fisiche, potresti non riuscire ad arrivare fino a Uhuru Peak. Ma ci sono molte eccezioni, non esitare a contattarmi che vedremo di trovare la soluzione più adatta a te!

In generale, qualunque persona “media” può raggiungere la vetta del Kilimangiaro con un po’ di impegno e preparazione. L’importante è andare con molta calma, pole pole come si dice in Swahili. Una delle prime cose che ti spiegheranno le guide è di tenere un passo lento e costante, per non affaticare il sistema cardiovascolare con un apporto minore di ossigeno dovuto all’altitudine.

Inoltre, fare pause molto frequenti e bere molta acqua ti aiuterà a combattere la stanchezza e soprattutto il mal di montagna.

Per concludere, quanto è difficile scalare il Kilimangiaro?

Non troppo, basta un po’ di preparazione atletica e una buona dose di forza mentale.

scalare il kilimangiaro
Non solo scalare il Kilimangiaro è difficile, ma anche scendere durante la summit night!

Qual è l’età minima per affrontare il Kilimangiaro?

L’età minima per partecipare a una spedizione sul Kilimangiaro è di 10 anni, ma si possono chiedere permessi speciali del governo per bambini più piccoli.

Sotto i 18 anni consiglio sempre di rivolgersi al proprio medico per confermare che il minore possa affrontare l’escursione.

La migliore via per scalare il Kilimangiaro

Arrivato a questo punto della guida ti sarai reso conto che ci vuole preparazione prima di affrontare i 5895 metri del Kilimangiaro e che una spedizione più lunga ha più probabilità di successo. Per questo è importante scegliere la via migliore per la scalata.

Ci sono sette vie che puoi scegliere per raggiungere la vetta:

Quest’ultima è ormai poco trafficata perché sostituita dalla Lemosho route, la migliore per l’acclimatazione e con panorami migliori. Ti ho anche già parlato della Rongai route, la scelta più propizia se scali il Kilimangiaro durante i periodi più piovosi, dal momento che riceve meno precipitazioni su quel versante della montagna.

Molti credono che la Marangu route (conosciuta anche come Coca-Cola o Tourist route) sia la migliore opzione per il fatto che è l’unica via dove puoi dormire in dormitori in rifugi e non in tenda. Ma il fatto che sia la più corta significa che non hai sufficiente tempo per abituarti all’altitudine, con il rischio di non raggiungere la vetta.

La Machame route (Whisky route) è un’altra via molto popolare a causa dei prezzi più bassi.

Il Northern Circuit è l’itinerario più lungo per raggiungere Uhuru Peak: circa 90 km da fare in nove giorni. Ovviamente ha le percentuali di successo più alte, senza contare che sul versante nord del Kilimangiaro vedrai panorami mozzafiato.

Qual è la migliore via per scalare il Kilimangiaro? Lemosho route e Northern Circuit.

Se hai tempo e voglia di stare sulla montagna a lungo, scegli il Northern Circuit: meno gente, panorami unici e ottime possibilità di successo. Altrimenti la Lemosho route ha il mix migliore tra possibilità di successo, prezzo e spettacolo naturale, ma con una durata inferiore.

Quali sono le vie più economiche?

Ti ho mostrato finora quali sono le possibili vie per raggiungere Uhuru Peak e quanto dovresti considerare come budget. Se vuoi risparmiare, sicuramente devi scartare le vie che hanno una percentuale di successo più alta, come la Lemosho route e il Northern Circuit. Dovresti invece considerare la Machame e la Marangu, soprattutto quest’ultima che ha anche tour sui 1500$.

Conviene? Secondo me solo se sei esperto di montagna e abituato a stare per molto tempo ad altitudini superiori ai 3000-3500 metri, altrimenti il mal di montagna potrebbe renderti l’esperienza poco piacevole o addirittura rovinartela.

Puoi scalare il Kilimangiaro senza guida?

No, non puoi scalare il Kilimangiaro senza guida.

Anche se sei uno scalatore esperto e sei salito sulle montagne più tecniche del mondo, non potrai fare la salita al Kilimangiaro da solo. Di più, per legge devi avere almeno una guida e due facchini con te.

Scalata del Kilimangiaro: allenamento

Se ti stai chiedendo che tipo di allenamento devi fare per scalare il Kilimangiaro, puoi seguire questi cinque consigli qua sotto. Ricordati che la preparazione fisica non è più importante dell’acclimatazione, ma senza dubbio aiuterà avere delle gambe allenate a camminare.

Scopri l’allenamento per il Kilimangiaro oppure segui semplicemente i consigli di questo paragrafo.

  1. Esercizi aerobici – Appena decidi di provare la scalata del Kilimangiaro, è meglio che ti metta ad allenare un po’ il tuo corpo. Con esercizi mirati avrai un battito cardiaco migliore, dei muscoli più forti e dei polmoni più resistenti. Per allenare tutto questo puoi fare camminate veloci, corsa, trekking, nuoto o ciclismo. In ogni caso non ti spaventare, la preparazione per il Kilimangiaro è molto meno impegnativa di quella per una maratona.
  2. Resistenza – Dopo un po’ che hai iniziato a fare allenamenti, fai sessioni sempre più lunghe. Sul Kilimangiaro camminerai spesso sei o sette ore al giorno, senza contare che saranno quasi il doppio durante la summit night.
  3. Attrezzatura – Prova la tua attrezzatura un po’ di volte prima di iniziare la scalata del Kilimangiaro, soprattutto le scarpe. Utilizzale durante i tuoi allenamenti, ti ringrazierai una volta iniziata la spedizione.
  4. Altitudine – Fai qualche camminata in altitudine. Se abiti vicino alle montagne, due o tre escursioni giornaliere possono essere sufficienti per darti una discreta base. Se sei più lontano, ti consiglio di fare almeno un weekend in altura. Potrai farcela anche senza questo passo, però quell’aiuto extra dato dall’avere meno problemi per il mal di montagna è benvenuto.
  5. Conosci il tuo corpo – Grazie all’allenamento inizierai a conoscere meglio il tuo corpo sotto sforzo. Se hai dei dubbi, vai a vedere un medico o un preparatore atletico. Conoscendo il tuo corpo non correrai rischi una volta iniziata l’avventura sul Kilimangiaro.

Cosa portare sul Kilimangiaro?

Una parte del tuo budget dovrà per forza andare in comprare attrezzatura adatta alla spedizione, d’altronde arriverai a quasi 6000 metri di altitudine con condizioni meteo estreme.

Ci sono delle cose che sicuramente devi avere di buona qualità:

  • Duffel bag
  • Scarpe o scarponcini
  • Vestiti termici e comodi
  • Guanti
  • Tenda, materassino e sacco a pelo (spesso forniti dal tour operator)

Ti consiglio di leggere la nostra guida su cosa portare sul Kilimangiaro per non arrivare a Moshi impreparato.

In generale non portare troppe cose, oltretutto c’è un limite di 15 kg che possono portare i facchini. Quindi niente gioielli, gli asciugamani solo in microfibra, lascia a casa jeans e magliette di cotone che sono pessime dal punto di vista termico.

scalata kilimangiaro cosa portare pannello solare
Con un pannello solare potrai tenere la tua macchina fotografica carica per tutta la scalata

Di quale assicurazione ho bisogno?

Salire a quasi 6000 metri comporta ovviamente dei rischi. È importante che tu abbia un’assicurazione adeguata. Molte di quelle standard non coprono il trekking in altitudine, quindi assicurati che la tua comprenda questa attività.

Ti consiglio di chiedere un preventivo gratuito su World Nomads, un’ottima assicurazione per questo tipo di viaggi che copre le escursioni in alta montagna fino ai 6000 metri.

Quante persone scalano il Kilimangiaro?

Ogni anno circa 35000 persone tentano di scalare il Kilimangiaro ogni anno.

Qual è la percentuale di successo?

La percentuale di successo varia tra il 50% e il 95% a seconda della via che scegli. La percentuale aumenta all’aumentare dei giorni che passi scalando il Kilimangiaro, dal momento che ti adatterai meglio all’altitudine, giusto per ribadire ancora una volta l’importanza dell’acclimatazione.

Guida: percentuale di successo di tutte le vie

Voli per la Tanzania

Questa è una delle cose più importanti da decidere quando decidi di fare la scalata del Kilimangiaro. Una volta prenotata la spedizione, puoi iniziare a cercare i voli per il Kilimangiaro. Ti ho preparato un articolo con tutti i consigli su come arrivare al Kilimangiaro, sia in termini economici che di tempo.

Puoi anche saperne di più sul visto per la Tanzania, così da evitare spiacevoli sorprese.

Cosa si mangia?

Durante una spedizione sul Kilimangiaro, il cibo è preparato dal cuoco e dai suoi aiutanti. Spesso troverai dei pop corn e altri snack per dare energia. Poi ci saranno pasti più completi, come stufati con riso, carne, verdure, patatine fritte, a volte pasta. Infine ci sarà spesso qualcosa di dolce. Eccoti un approfondimento sul cibo sul Kilimangiaro.

Considerando dove sei e in che condizioni, mangerai discretamente bene!

Come e dove vado al bagno?

Ci sono dei bagni pubblici in ogni accampamento, ma sono piuttosto sporchi.

Se vuoi un po’ più di “lusso”, alcuni tour operator portano un bagno portatile per i clienti, che poi viene messo in una tenda per avere tutta la privacy di cui hai bisogno. Si tratta di un’ottima soluzione per i più schizzinosi!

Come ci si lava?

Non ci sono docce sul Kilimangiaro. Ti consiglio di portare salviette umidificate per lavarti un po’.

I facchini e le guide ti porteranno ogni sera una bacinella di acqua calda per lavarti. Dovrai fare molto in fretta per le basse temperature molto basse, ma potrai eliminare almeno un po’ della polvere accumulata durante il giorno.

Approfondimento: la routine giornaliera durante la scalata

Servono vaccinazioni specifiche?

L’unico vaccino necessario per entrare in Tanzania è quello della febbre gialla se arrivi da una zona dove questa malattia è endemica, anche se hai fatto uno scalo superiore alle 12 ore in questo paese. Fai attenzione perché anche Kenya ed Etiopia rientrano tra questi paesi.

Ci sono poi degli accorgimenti che dovresti prendere per evitare le malattie più comuni in zone con poca igiene. Ho scritto un articolo più approfondito su vaccini necessari per il Kilimangiaro e norme igieniche da rispettare durante la spedizione.

Cosa faccio prima e dopo la scalata?

La maggior parte dei tour includono un giorno di riposo al ritorno dalla vetta. Spesso c’è anche un giorno più tranquillo a Moshi subito dopo essere atterrato al Kilimanjaro International Airport (JRO).

Se non dovesse essere incluso, ti consiglio il Pink Flamingo, gestito da una coppia di italiani gentilissimi e molto ospitale. La piscina, la pasta di Teresa e la vista sul Kilimangiaro sono perfetti per riprendersi dopo una settimana di spedizione sulla montagna!

Vuoi cercare altre opzioni? Inserisci le tue date nel banner qua sotto e scegli la sistemazione più adatta a te:

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Il Kilimangiaro si trova molto vicino al circuito dei safari del nord della Tanzania, con alcuni dei parchi più belli del mondo come il Serengeti e il Ngorongoro. Già che ci sei, io ti consiglio di aggiungere un safari di quattro giorni alla scalata. Se, invece, hai bisogno di molto più relax dopo le fatiche del Kilimangiaro, potresti prendere un volo per Zanzibar e passare del tempo in spiaggia per riposare come si deve.

Infine, se sei venuto in Tanzania per fare trekking, trekking e ancora trekking, potresti considerare la scalata del monte Meru, vicino Arusha. Con i suoi 4656 metri è la quinta montagna più alta dell’Africa e ti consiglio di farlo prima del Kilimangiaro, è un ottimo esercizio di acclimatazione! Servono quattro giorni per scalare il monte Meru ed è un’esperienza molto più tranquilla del Kilimangiaro, dal momento che si può dormire in comodi rifugi. Vedrai anche molti animali fino a quasi 3000 metri di altitudine!

Curiosità: chi fu il primo a scalare il Kilimangiaro?

I primi europei a raggiungere la vetta del Kilimangiaro furono i tedeschi Ludwig Purtscheller e Hans Meyer nel 1889. Quest’ultimo aveva già tentato la scalata nel 1887 ma non era riuscito a superare il ghiaccio. I due esploratori tedeschi furono aiutati da Yohani Kinyala Lauwo, un diciottenne che viveva nel villaggio di Marangu, da dove parte l’omonima via. Pare che Yohani visse fino ai 125 anni e accompagnò molti altri scalatori fino a Uhuru Peak.

Nel 1861 e nel 1862 il barone Carl Claus von der Decken e Richard Thornton cercarono di salire il Kilimangiaro, fallendo. Altri tentativi non andati a buon fine furono quelli di Charles New nel 1871, del conte Samuel Teleki nel 1887 e del Dr. Abbot lo stesso anno.

La prima donna a raggiungere la vetta del Kilimangiaro fu la ventiduenne Sheila MacDonald nel 1927. La leggenda narra che il suo accompagnatore tornò indietro, mentre lei riuscì a continuare grazie allo champagne che beveva!

Kilimangiaro e cambiamento climatico

Purtroppo il cambiamento climatico e le temperature sempre più alte stanno riducendo l’estensione dei ghiacciai del Kilimangiaro. La comunità scientifica è d’accordo nel rilevare la diminuzione dell’estensione dei ghiacciai e nell’addossare le colpe al cambio climatico provocato dall’uomo.

Una volta tutta la cima era coperta da ghiaccio, probabilmente spesso fino a 100 metri. Dal 1912 il Kilimangiaro ha perso più dell’80% dei propri ghiacciai. Purtroppo se non cambierà questa tendenza, la montagna più alta d’Africa rimarrà senza presenza di ghiaccio.

Come prenoto la mia spedizione?

Ci sono tante compagnie che offrono la scalata del Kilimangiaro. Io ti consiglio di affidarti a TourRadar, che raccoglie i migliori tour operator che rispettano tutte le norme locali ed etiche.

Ti consiglio quindi di andare alla pagina dei preventivi, dove puoi scegliere la via e il tour operatore che preferisci e chiedere un preventivo gratuito. Ti consiglio di richiedere informazioni a più di un tour operator, per avere più scelta!

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